Panchine, verde e piccoli interventi per ridare funzione agli spazi residuali del quartiere. Al centro la proposta per l’area dell’ex piazzetta De Luca: se ne parlerà venerdì 4 settembre al Bar Wu in Piazzale della Resistenza 6 (ex Daj Dam), con gli «Urban Talks – Dialoghi urbani», un aperitivo di quartiere dedicato proprio al tema dei vuoti urbani.
L’incontro nasce con l’obiettivo di affiancare gli appuntamenti partecipativi mensili del comitato, aprendo uno spazio di confronto più informale su urbanistica, mobilità, viabilità, verde urbano, illuminazione e arredo. Al centro del primo incontro ci saranno dunque gli spazi del quartiere «da riempire, valorizzare e ripensare», compresa la necessità di creare nuovi luoghi di sosta.

BELLUNO 1 settembre – Ci sono spazi della città che tutti conoscono, ma che nessuno considera davvero un luogo. Si passa accanto, si attraversano, ci si parcheggia vicino. Difficilmente ci si ferma.
«A Baldenich ce ne sono diversi. Piccoli ritagli di territorio rimasti ai margini della viabilità o dell’edificazione, aree nate per assolvere a una funzione precisa e che oggi sembrano averne persa una propria. È su questi spazi che il comitato di quartiere Baldenich24 ha deciso di concentrare una parte della propria riflessione, provando a immaginare come possano tornare a essere luoghi vissuti» dice Luigi Filippo Daniele, Capofrazione di Baldenich e promotore del Comitato di Quartiere Baldenich24.
La proposta più significativa riguarda l’area che si trova davanti alla Lidl, accanto alla rotatoria. È ciò che resta della vecchia piazzetta De Luca, cancellata nella sua configurazione originaria con la realizzazione della rotatoria. Oggi quello spazio è prevalentemente un’area di passaggio. L’idea è invece quella di trasformarlo in una piccola piazza di quartiere.Il nome immaginato per il progetto è curioso e volutamente provocatorio: “Piazzetta delle occasioni perdute”.
«Non un nuovo intervento urbanistico di grandi dimensioni, ma una piccola operazione di micro-rigenerazione urbana: panchine, fioriere, alberi e qualche elemento di arredo per creare un luogo dove potersi fermare, aspettare qualcuno, incontrare un vicino o semplicemente trascorrere qualche minuto» dice Daniele .
Dal “vuoto” alla piazza
Il concetto dal quale parte la proposta è quello dei “vuoti urbani”: spazi che, pur trovandosi all’interno della città costruita, non hanno una vera funzione sociale e rischiano di diventare semplicemente superfici residuali.
A Baldenich e Nogarè l’idea è provare a rovesciare questa prospettiva. Non necessariamente costruendo qualcosa di nuovo, ma dando una funzione diversa a ciò che già esiste. Nel caso dell’ex piazzetta De Luca, l’ipotesi è quella di una sorta di pocket plaza, una piccola piazza ottenuta attraverso interventi puntuali. Le panchine potrebbero essere disposte in modo da favorire la conversazione e il contatto tra le persone, mentre alberi e fioriere avrebbero anche il compito di rendere più confortevole lo spazio e creare una separazione rispetto alla strada e al traffico. È una questione apparentemente semplice, ma che porta con sé una domanda più ampia: quanto spazio della città è realmente pensato per essere vissuto dalle persone e quanto, invece, soltanto attraversato?

Oppure potrebbe essere

Non soltanto l’ex piazzetta De Luca
La ricognizione del comitato non si ferma allo spiazzo davanti alla Lidl. Nel documento dedicato ai vuoti urbani vengono individuati diversi altri punti di Baldenich nei quali, secondo la proposta, sarebbe possibile intervenire con soluzioni relativamente semplici. In via Alpago Novello, ad esempio, vengono presi in considerazione alcuni spazi che potrebbero accogliere verde e sedute, anche in prossimità delle fermate dell’autobus. L’obiettivo sarebbe rendere più confortevole l’attesa del trasporto pubblico, soprattutto attraverso alberature e punti di sosta. C’è poi piazza Lollino, uno dei pochi spazi del quartiere con una dimensione propriamente pedonale, ma oggi in parte condizionato dalla presenza di contenitori per i rifiuti e dalla sosta delle automobili. Qui la riflessione riguarda la possibilità di recuperare una parte della piazza alla sua funzione sociale. In via Bettio, invece, esiste già una panchina. Il problema è il contesto: sterrato, alberi e automobili rendono poco valorizzato quello che potrebbe diventare un piccolo punto di sosta. La proposta passa quindi dalla pavimentazione all’illuminazione, fino a un arredo urbano essenziale. Un’altra attenzione riguarda le fermate dell’autobus di via Vittorio Veneto e, in particolare, uno spazio residuale nei pressi dell’attuale centro commerciale Veneggia. Anche in questo caso l’idea è quella di creare un piccolo punto di sosta attraverso pochi elementi: una panchina, del verde, una fioriera. Interventi piccoli, dunque, ma accomunati da una stessa logica: rendere nuovamente utilizzabili spazi che oggi vengono percepiti soltanto come margini.
Il confronto parte dal quartiere
Il tema sarà al centro dell’appuntamento di venerdì 4 settembre alle 18 al Bar Wu, in piazzale della Resistenza 6, primo incontro del nuovo ciclo “Urban Talks – Dialoghi urbani” promosso da Baldenich24. L’incontro, intitolato “I vuoti urbani del nostro quartiere: riempire gli spazi”, sarà dedicato proprio alla possibilità di recuperare questi luoghi attraverso interventi di verde, arredo urbano, illuminazione e sosta.
«Non sarà presentato un progetto definitivo, né una soluzione già confezionata. L’obiettivo è aprire una discussione con chi il quartiere lo vive quotidianamente, raccogliendo osservazioni e suggerimenti e verificando quali siano gli spazi considerati più importanti dai residenti. È, in sostanza, un tentativo di partire dal basso: prima individuare i problemi e le potenzialità, poi capire quali interventi siano concretamente realizzabili e, infine, sottoporli all’amministrazione comunale» conclude Daniele .
Una panchina può cambiare un luogo?
La questione dei vuoti urbani porta così Baldenich dentro un dibattito che riguarda molte città: quello sulla qualità dello spazio pubblico e sulla possibilità di migliorare i quartieri anche senza ricorrere necessariamente a grandi opere. Una panchina, da sola, non cambia una città. Ma può cambiare il modo in cui viene vissuto un angolo di città. Un albero può fare la differenza tra uno spazio completamente esposto al traffico e un luogo nel quale è possibile fermarsi. Una fioriera può diventare un elemento di separazione, ma anche un segnale che quello spazio non è soltanto una superficie da attraversare.
La sfida della “Piazzetta delle occasioni perdute” parte proprio da qui: capire se uno spazio che oggi appare quasi anonimo possa acquistare una nuova identità. E soprattutto se, attraverso interventi limitati ma mirati, uno dei tanti “vuoti” di Baldenich possa diventare finalmente un luogo.


Quel che rimane dell’ex piazzetta De Luca










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