COMITATO DI QUARTIERE BALDENICH 2024

Perché il Comitato di Quartiere

CHI SIAMO?

Non si potrà più togliere verde senza togliere cemento. È questo, in estrema sintesi, il principio introdotto dal nuovo Regolamento europeo sul ripristino della natura, destinato a incidere profondamente sulle politiche urbanistiche dei Comuni italiani, Belluno compresa.

A richiamare l’attenzione su questo passaggio è il Comitato Baldenich24, che invita amministrazione e cittadinanza ad aprire una riflessione seria sul futuro urbanistico del quartiere alla luce delle nuove norme europee.

Il riferimento è al Piano nazionale di ripristino della natura (PNR), lo strumento con cui l’Italia applicherà il Regolamento europeo 2024/1991, già entrato in vigore nell’agosto 2024 ma diventato operativo proprio in queste settimane con l’avvio della consultazione pubblica nazionale.

Una nuova idea di città

Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di crisi climatica, consumo di suolo e qualità della vita urbana. Ondate di calore, allagamenti improvvisi, traffico, perdita di alberi e riduzione degli spazi verdi non sono più problemi lontani: fanno ormai parte della quotidianità anche nelle città di medie dimensioni e nei quartieri residenziali.

Il nuovo regolamento europeo nasce proprio dalla consapevolezza che le città dovranno diventare più resilienti, più verdi e più vivibili.

Tra gli obiettivi fissati dall’Unione Europea vi sono il ripristino di almeno il 20% delle aree terrestri e marine entro il 2030, il recupero progressivo degli ecosistemi degradati entro il 2050, la tutela della biodiversità, la riduzione del consumo di suolo, il rafforzamento della resilienza climatica urbana.

Per quanto riguarda le aree urbane, il regolamento introduce indicazioni molto chiare:

– nessuna perdita netta di spazi verdi e copertura arborea entro il 2030;

– aumento progressivo del verde urbano dal 2031;

– maggiore permeabilità dei suoli;- interventi di ripristino ecologico;

– integrazione della natura nella pianificazione urbanistica.

In altre parole: nuove urbanizzazioni, parcheggi asfaltati, abbattimenti di alberi o impermeabilizzazioni del suolo saranno sempre più difficili da giustificare senza adeguate compensazioni ambientali.

L’urbanistica del togliere

Uno dei concetti più innovativi introdotti dal Piano è quello della depavimentazione. Per anni il dibattito ambientale si è concentrato soprattutto sulla necessità di “piantare alberi”. Oggi il nuovo approccio europeo va oltre: non basta aggiungere verde, occorre anche restituire spazio alla natura rimuovendo superfici impermeabili inutili o eccessive.

Cosa significa Depavimentare?

Significa togliere asfalto e cemento dove possibile, recuperare aree sovradimensionate, sostituire superfici impermeabili con materiali drenanti, creare corridoi verdi e nuove alberature, favorire l’assorbimento naturale dell’acqua piovana.

Gli effetti sono concreti, ad esempio meno isole di calore, migliore qualità dell’aria, minore rischio di allagamenti, maggiore biodiversità, quartieri più vivibili e salubri.

Anche Belluno è coinvolta

È vero che Belluno parte da una situazione ambientale migliore rispetto a molte aree fortemente urbanizzate del Veneto. Tuttavia anche qui il consumo di suolo, l’eccessiva impermeabilizzazione e la riduzione degli spazi verdi urbani possono incidere sulla qualità della vita.

Baldenich rappresenta in questo senso un caso emblematico: un quartiere che negli anni ha visto crescere edificazioni, traffico e superfici asfaltate, ma che conserva ancora importanti potenzialità di rigenerazione urbana ed ecologica.

Il Piano nazionale di ripristino della natura può quindi diventare un’occasione concreta per ripensare il quartiere:

1. nuovi alberi e filari urbani;

2. recupero di spazi inutilizzati;

3. percorsi pedonali ombreggiati;

4. riduzione delle superfici impermeabili;

5. maggiore qualità urbana e paesaggistica.

Non si tratta soltanto di ambiente, ma anche di salute pubblica, sicurezza climatica e benessere quotidiano.

Il caso Genova: il primo esempio italiano

Nel frattempo qualcosa si sta già muovendo in Italia. Il 9 aprile 2026 il Consiglio comunale di Genova ha approvato all’unanimità una delibera che introduce nel Piano urbanistico comunale la possibilità di realizzare interventi di depavimentazione e ripristino del suolo naturale. Si tratta del primo capoluogo di Regione italiano ad adottare formalmente questo approccio urbanistico.

Come osservato si tratta di un passaggio simbolicamente molto importante: l’urbanistica non più come disciplina che aggiunge cemento consumando suolo, ma come pratica capace anche di togliere, rinaturalizzare e restituire spazio agli ecosistemi.

Un modello che potrebbe aprire la strada anche ad altre città e territori.

Il ruolo dei cittadini e dei comitati.

Il cambiamento però non dipenderà soltanto dalle norme europee o dalle amministrazioni. Anche cittadini, associazioni e comitati di quartiere possono avere un ruolo decisivo:

1. sensibilizzando la popolazione;

2. avanzando proposte concrete;

3. monitorando le trasformazioni urbanistiche;

4. dialogando con il Comune;

5. promuovendo una cultura della rigenerazione urbana.

Per questo il ruolo del Comitato Baldenich24 può diventare centrale nel favorire una visione di quartiere e di città più sostenibile, moderna e attenta alla qualità della vita.

Una consultazione pubblica aperta a tutti

In queste settimane è aperta anche la consultazione pubblica nazionale sul Piano di ripristino della natura. Cittadini, enti locali, associazioni e realtà territoriali possono contribuire con osservazioni e proposte. Le decisioni che verranno prese oggi influenzeranno il volto delle nostre città nei prossimi decenni.

Per troppo tempo sviluppo urbano e tutela ambientale sono stati considerati obiettivi incompatibili.

Oggi l’Europa indica una strada diversa: città più verdi, più resilienti e più vivibili.

Per il quartiere di Baldenich e la città di Belluno questa non deve essere vista come una limitazione, ma come un’opportunità concreta di miglioramento urbano, ambientale e sociale.

La sfida è aperta. E riguarda tutti noi. Questo nuovo paradigma urbanistico, che vede la natura non più come un elemento da contenere ma come una risorsa fondamentale per la qualità della vita e la resilienza delle nostre città, richiede un impegno congiunto. Dalle istituzioni locali ai singoli cittadini, passando per le associazioni e i comitati di quartiere, ognuno è chiamato a fare la propria parte per trasformare le direttive europee in azioni concrete. Solo così potremo costruire un futuro urbano più verde, più sano e più equo per le generazioni a venire, dimostrando che la sostenibilità non è un costo, ma un investimento irrinunciabile nel benessere collettivo.

In estrema sintesi

L’Italia recepisce le disposizioni europee sul ripristino della natura con il decreto legislativo n. 80 dell’8 aprile 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 maggio e in vigore dal 31 maggio. Il provvedimento adegua il quadro normativo nazionale al regolamento Ue 2024/1991, che punta al recupero degli ecosistemi degradati, alla tutela della biodiversità e al rafforzamento della resilienza ambientale.

Il decreto individua nel Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e nel Ministero dell’Agricoltura le autorità nazionali competenti per coordinare le attività previste dal regolamento europeo. Al Ministero dell’Ambiente spetteranno in particolare le competenze sul ripristino degli ecosistemi terrestri, marini e urbani, oltre alla tutela degli impollinatori e agli interventi di forestazione, in raccordo con il dicastero dell’Agricoltura. Tra gli strumenti centrali previsti dal provvedimento figura il Piano nazionale di ripristino, che sarà adottato con decreto ministeriale d’intesa con la Conferenza unificata. Il Piano definirà obiettivi, misure e modalità operative per il recupero degli ecosistemi terrestri, costieri, fluviali, agricoli e forestali, prevedendo anche attività di monitoraggio, consultazione pubblica e trasmissione dei dati alla Commissione europea. L’attuazione concreta degli interventi coinvolgerà una rete ampia di soggetti istituzionali: Regioni, Province autonome, enti gestori delle aree protette, autorità di bacino, Consorzi di bonifica, Comuni, Province e Città metropolitane, chiamati a intervenire in base alle rispettive competenze territoriali e ambientali.

Il decreto istituisce inoltre presso il Ministero dell’Ambiente un Tavolo di indirizzo e coordinamento strategico, con rappresentanti di diversi ministeri, delle Regioni e degli enti locali, incaricato di assicurare il raccordo tra le amministrazioni coinvolte e monitorare la corretta attuazione del regolamento europeo. Nessun nuovo onere è previsto per la finanza pubblica: le amministrazioni dovranno infatti operare con le risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili.

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Sono Luigi Filippo Daniele.

Benvenuto nel sito del primo comitato di quartiere di Baldenich a Belluno denominato BALDENICH 2024.

Sono il Rappresentante del Quartiere, eletto a seguito delle elezioni del Capofrazione di Baldenich svoltesi il giorno 19 novembre 2024.

Abbiamo creato il comitato per ascoltare, rappresentare ed agire nel bene del nostro quartiere e della nostra zona.

Per eventuali segnalazioni e problemi non esitare ad inviare un email oppure scrivi sulla chat whatsapp

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