Così il Sentiero del Piave di Nogarè è stato riqualificato ed è oggi nuovamente percorribile lungo l’intero tracciato. Un intervento atteso da anni, dopo la distruzione di Vaia, che restituisce alla comunità circa sette chilometri di percorso naturalistico lungo il Piave, tra L’Anta, via Lungardo, Nogarè e San Pietro in Campo, in direzione Ponte nelle Alpi.

Un risultato concreto, frutto dell’intervento del Servizio Forestale della Regione Veneto, che ha interessato la sistemazione del fondo, il taglio di parte della vegetazione che invade a il percorso, la messa in sicurezza dei tratti più critici, la sostituzione dei ponticelli e la realizzazione di un collegamento continuo lungo l’intero percorso.












Ma se da un lato il recupero del sentiero rappresenta una buona notizia, dall’altro riporta con forza al centro una criticità che non può essere ignorata: la presenza di scarichi provenienti dalle abitazioni sovrastanti che, nella parte iniziale del tracciato, sembrano confluire direttamente nel fiume.
Ecco qui sotto le foto degli scarichi






Un intervento importante
La riqualificazione ha restituito piena fruibilità a un’area di grande valore ambientale, che comprende anche il biotopo delle Fontane di Nogarè, caratterizzato da una biodiversità significativa. Il percorso torna così accessibile a cittadini, famiglie e sportivi, recuperando una funzione sociale e naturalistica che negli ultimi anni si era progressivamente deteriorata. Tuttavia, proprio mentre il sentiero torna a vivere, la questione degli scarichi impone una riflessione più ampia sulla qualità ambientale complessiva del sito.

La segnalazione
A sollevare il tema è Luigi Filippo Daniele, che parla di una situazione “evidente e non più ignorabile”:
«È assolutamente soddisfacente che il sentiero sia stato sistemato, e il lavoro della Regione va riconosciuto e ringraziato. I servizi Forestali del Veneto hanno ridato alla comunità bellunese uno spazio vero per correre, andare in bicicletta e passeggiare in mezzo alla natura. Ma resta una domanda: possibile che nessuno, il Sindaco De Pellegrin ed Assessore De Kunovich che lì si sono recati, si sia accorto che, nella parte iniziale del percorso da L’Anta a Nogarè, scendono scarichi dalle case che si riversano direttamente nelle Risorgive e nel Piave?
In ogni caso credo sia bene allertare l’ULSS 1 servizio igiene affinché siano adoperare delle verifiche »




Un interrogativo che chiama in causa non solo l’attenzione dell’amministrazione comunale, ma anche l’efficacia dei controlli sul territorio.
Un risultato costruito nel tempo
L’intervento arriva dopo mesi di segnalazioni portate avanti dal Comitato Baldenich24, attivo già dall’autunno 2024 nel documentare lo stato di degrado dell’area. Tra i passaggi principali, un incontro proficuo nel novembre 2024 con Paolo Vendramini dal titolo “Cosa può fare l’ Unione Montana Bellunese per le Fontane di Nogarè” e la consegna, il 12 marzo 2025, di un documento dettagliato con criticità e proposte di intervento direttamente all’assessore al verde pubblico Lorenza De Kunovich.
“All’epoca ci eravamo proposti come Volontari per sistemare parte del Sentiero, la risposta ricevuta dall’assessore Lorenza De Kunovich era stata negativa dicendoci che in quell’area “non se pol far nient” testualmente . Oggi, però, gli interventi sono stati realizzati, inclusa la sostituzione dei ponticelli segnalati come degradati Dal Comitato di Quartiere Baldenich24 e l’introduzione di nuovi elementi di arredo. Un esito che conferma come le criticità evidenziate fossero reali e affrontabili.”
Il nodo ambientale
Resta però aperta la questione principale: la presenza di scarichi di acque reflue nelle Fontane di Nogarè e nel fiume e che rende inevitabilmente parte dell’area, a fianco al Sentiero, maleodorante. Un problema che non è solo locale ma riguarda direttamente la tutela del Piave e dell’ecosistema circostante nonché La salute.
Per questo, accanto alla soddisfazione per la riqualificazione, si impone la necessità di verifiche puntuali e interventi rapidi, affinché il recupero del sentiero non resti un’operazione incompleta.
Un parco fluviale
L’obiettivo, condiviso anche a livello locale, è trasformare il Sentiero del Piave in un vero parco fluviale: uno spazio strutturato, curato e valorizzato, capace di diventare punto di riferimento per il quartiere e per l’intero territorio.



L’idea del Comitato è chiara: non fermarsi. Nelle prossime settimane a partire da Sabato 11 aprile, verranno proposte iniziative aperte alla cittadinanza – dal picnic di quartiere a una giornata ecologica – per vivere e valorizzare concretamente questo spazio. Perché la lezione è semplice: quando si segnala, si insiste e si propongono soluzioni, qualcosa si muove davvero.

Ma perché questo accada, la qualità ambientale deve essere una priorità. E questo significa essere da un lato felici per un luogo ridato alla cittadinanza ma anche dall’altro affrontare senza ambiguità anche il tema degli scarichi, che ormai è decennale .












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