COMITATO DI QUARTIERE BALDENICH 2024

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Cos’è una città Spugna?

Milano e la “Città Spugna”: una lezione utile anche per Belluno ( e Baldenich)

Una città che vuole stare in piedi nei prossimi vent’anni non può continuare a ragionare come se il clima fosse quello degli anni ’80.

Le piogge violente non sono più un’eccezione, le ondate di caldo non sono più un’anomalia: sono la nuova normalità. E chi amministra ha due strade: inseguire le emergenze oppure anticiparle.

Milano, su questo, ha fatto una scelta chiara.

Cos’è la “Città Spugna”

Nel capoluogo lombardo sono già 27 i cantieri attivi della cosiddetta “Città Spugna”, distribuiti in tutti i municipi. L’idea è semplice e molto concreta: togliere asfalto e cemento dove possibile, restituire spazio al suolo naturale, usare superfici drenanti e nuovo verde per assorbire l’acqua piovana invece di farla finire tutta nelle fognature. Il risultato non è solo estetico, ma è funzionale: meno allagamenti durante i temporali intensi; meno stress sulla rete fognaria; più acqua trattenuta nel terreno nei periodi di siccità; quartieri più freschi e vivibili durante l’estate. Non si tratta di aiuole decorative o interventi di facciata: è adattamento climatico, fatto con metri quadri di città ripensati e riqualificati.

Città Spugna: Come trasformare le aiuole in un antidoto contro le inondazioni​

L’emergenza climatica non è più una prospettiva futura, ma una realtà con cui le nostre città devono fare i conti quotidianamente. I dati dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente tracciano un quadro inequivocabile: se nel 2015 in Italia si erano registrati 60 eventi meteorologici estremi, nel 2025 il numero è balzato a 376. Tra i disastri più frequenti figurano le precipitazioni intense, responsabili di allagamenti e inondazioni in centri urbani sempre più fragili.

​Il problema: Città impermeabili​

Perché le nostre città soffrono così tanto quando piove?

La risposta risiede sotto i nostri piedi: asfalto, cemento e superfici impermeabili hanno “tappato” il suolo urbano.

L’acqua non riesce a defluire naturalmente, sovraccaricando fognature che spesso non sono dimensionate per reggere l’intensità delle nuove precipitazioni tropicali.

​La soluzione: Il modello “SuDS” e la Città Spugna​

Come reagire? Non esiste una soluzione perfetta , ma esiste un approccio strategico definito Drenaggio Urbano Sostenibile (in inglese Sustainable Drainage System o SuDS). Questo modello è alla base del concetto di “Città Spugna“: un ambiente urbano poroso, verde e climaticamente reattivo.

​L’idea è semplice quanto rivoluzionaria: smettere di combattere l’acqua e iniziare a gestirla imitando la natura. Invece di incanalare la pioggia direttamente nelle fogne, si utilizzano infrastrutture verdi per assorbirla, filtrarla e restituirla al terreno.​

Come funziona un’aiuola drenante?​

Guardando la sezione tecnica di queste infrastrutture, scopriamo che non si tratta di semplice “arredo urbano”. Un’aiuola progettata secondo i criteri SuDS è un vero e proprio sistema di filtraggio composto da diversi strati:​

La superficie è composta da Piante e ghiaia che assorbono e filtrano l’acqua piovana in eccesso appena tocca terra.​

Gli Strati intermedi sono costituiti da Terriccio, sabbia e compost che purificano ulteriormente l’acqua mentre scende.​

Infine il fondo è costituito da uno strato di ghiaia permette all’acqua di penetrare nel sottosuolo profondo, ricaricando la falda acquifera.​

Questo meccanismo riduce il rischio di allagamenti in superficie e, contemporaneamente, crea riserve idriche sotterranee preziose per mitigare future crisi di siccità.​

Questo approccio è stato ribadito anche nelle osservazioni presentate alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS) del PUA dell’area ex AGIP, dove è stata richiesta esplicitamente l’adozione di un piano SuDS operativo, con volumi di ritenzione, riduzione del deflusso e gestione degli eventi meteorici estremi.

Oltre la sicurezza: Benefici per la comunità​

I vantaggi di trasformare le città in “spugne” vanno ben oltre la prevenzione delle alluvioni. Come mostrano i progetti di riqualificazione urbana, questi interventi portano benefici a 360 gradi come ad esempio l’abbassamento delle temperature, infatti il verde riduce le isole di calore urbane.​Riguardo alla Biodiversità: si creano habitat per insetti impollinatori e piccola fauna.​

Un miglioramento della qualità della vita: gli spazi risultanti dalla “depavimentazione” (la rimozione dell’asfalto) diventano luoghi di aggregazione sociale. Immaginate orti comunitari condivisi, aree gioco, piste ciclabili affiancate da bioswales (canali naturali di scolo) e spazi per mercati rionali.

​Adottare un approccio multi-rischio e integrare la natura nel tessuto urbano non è solo una scelta ingegneristica, ma un passo necessario per proteggere le nostre infrastrutture e migliorare la vivibilità delle nostre città.

Perché riguarda anche Belluno (e Baldenich)

Qualcuno potrebbe dire: “Milano è Milano, Belluno è un’altra cosa”. Vero, solo in parte. Le dimensioni cambiano, ma i problemi no.

Belluno è una città circondata dal verde e non presenta lo stesso livello di impermeabilizzazione di Milano. Tuttavia, anche nella nostra realtà prealpina dobbiamo fare i conti con gli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici: piogge intense, eventi estremi, ondate di calore e criticità nella gestione delle acque. Essere un territorio verde non ci rende immuni: significa, anzi, che dobbiamo proteggere e valorizzare questa risorsa con scelte urbanistiche più lungimiranti e resilienti.

Anche a Belluno vediamo piogge sempre più violente e concentrate (Vaia 2018) , tombini intasati, strade e marciapiedi che diventano fiumi o conche d’acqua , aree verdi spesso mal tenute, troppo asfalto e troppo poco suolo permeabile.

<<Quartieri come Baldenich, attraversati da assi viari importanti e con spazi pubblici spesso pensati decenni fa, sono particolarmente esposti. Continuare a rifare marciapiedi e parcheggi nello stesso modo di sempre non risolve il problema. L’esperienza della “Città Spugna” ci dice una cosa molto chiara: amministrare significa fare scelte che funzionano quando arrivano i problemi veri da risolvere . Bisogna progettare strade e piazze che drenano acqua; aumentare il verde urbano dove serve, non solo dove “sta bene” e perché è bello ; pensare agli spazi pubblici come vere infrastrutture climatiche; investire oggi per evitare danni (e costi) domani. Come Comitato di Quartiere Baldenich24 non stiamo parlando di cose infattibili od impossibili da realizzare , ma di un metodo che può e deve essere adattato anche alla nostra città. Piccoli interventi diffusi, concreti, pensati quartiere per quartiere. La domanda da farsi non è “quanto costa?”, ma quanto ci costerà non fare nulla. In questo scenario, il ruolo delle città capoluogo diventa sempre più centrale per il futuro dei territori>>. Luigi Filippo Daniele, Baldenich24

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Sono Luigi Filippo Daniele.

Benvenuto nel sito del primo comitato di quartiere di Baldenich a Belluno denominato BALDENICH 2024.

Sono il Rappresentante del Quartiere, eletto a seguito delle elezioni del Capofrazione di Baldenich svoltesi il giorno 19 novembre 2024.

Abbiamo creato il comitato per ascoltare, rappresentare ed agire nel bene del nostro quartiere e della nostra zona.

Per eventuali segnalazioni e problemi non esitare ad inviare un email oppure scrivi sulla chat whatsapp

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