🟠 Allerta PM10 a Belluno: livello 1 (arancio).
ARPAV ha comunicato che nel Comune di Belluno è stato raggiunto il livello di allerta 1 – colore arancio per le polveri sottili PM10. In parole povere: da giovedì 15 gennaio entrano in vigore le misure dell’ordinanza antismog previste dall’Accordo di Programma del Bacino Padano.
Niente panico, ma nemmeno finta normalità. Spesso pensiamo che a Belluno l’aria sia pulita e meno inquinata rispetto alla Pianura Padana, e molte volte è così, ma è anche possibile che si verifichino delle eccezioni.

Se si arriva all’arancione vuol dire che per almeno 4 giorni consecutivi il limite di legge dei PM10 (50 µg/m³) è stato superato.

🚦 Cosa significa “livello 1 – arancio”Il sistema delle allerte funziona come un semaforo:
🟢 Verde (livello 0): valori sotto controllo
🟠 Arancio (livello 1): almeno 4 giorni consecutivi di sforamento
🔴 Rosso (livello 2): oltre 10 giorni consecutivi


Siamo quindi a metà scala. Non è un emergenza, ma è già una situazione che impone limitazioni concrete su traffico, riscaldamento e combustioni All’aperto. E soprattutto è una situazione che impone una più ampia riflessione sulla qualità dell’aria che respiriamo quotidianamente, sull’inquinamento e sul futuro delle nuove generazioni.

🚗 Traffico: scattano le limitazioni
Con l’allerta arancio diventano operative le misure previste dall’Ordinanza n. 443/2025, valide fino al 30 aprile 2026.
In sintesi: divieto di circolazione per diverse categorie di veicoli più inquinanti; limitazioni attive in specifiche fasce orarie e in precise aree del centro abitato; presenza di corridoi di attraversamento e accessi ai parcheggi; numerose deroghe, ma non automatiche. Chi usa l’auto ogni giorno farebbe bene a verificare subito la classe ambientale del proprio veicolo e la mappa delle zone interessate. Andare a intuito, in questi casi, significa solo rischiare la multa.
Esiste anche il sistema Move-In, che consente la circolazione entro un tetto chilometrico annuale anche a veicoli normalmente soggetti a divieto.
🔥 Stufe, camini e fuochi all’aperto: regole più rigide
Con il livello di allerta 1: vietato l’uso di generatori a biomassa sotto le 4 stelle se è presente un impianto alternativo; stop a falò tradizionali e fuochi all’aperto; vietati i barbecue alimentati a legna o carbone (quelli a gas restano ammessi); limiti più stringenti alle temperature interne negli edifici; obbligo di tenere chiuse le porte dei locali riscaldati aperti al pubblico.
Qui è inutile girarci attorno: le vecchie stufe inquinano e anche parecchio. È una verità scomoda, ma far finta di niente non migliora l’aria e non tutela la salute, soprattutto di bambini, anziani e persone fragili.
E Baldenich?
Anche il nostro quartiere non è fuori dal problema, anzi. Il quartiere vive una contraddizione evidente: ci si muove molto in auto perché il trasporto pubblico è insufficiente; molti edifici sono datati e poco efficienti dal punto di vista energetico; le alternative reali spesso mancano o arrivano troppo lentamente.
Le ordinanze antismog intervengono sugli effetti, ma non sulle cause. Certamente servono, ma da sole non bastano. Se vogliamo davvero ridurre le PM10 servono scelte coraggiose decise e chiare: trasporto pubblico frequente e affidabile; investire sulla mobilità dolce e sostenibile, riqualificazione energetica degli edifici; incentivi concreti (non solo divieti) per il ricambio degli impianti di riscaldamento.
📌 Informarsi è fondamentale
Il livello di allerta viene aggiornato ogni lunedì e giovedì. L’arancione resta in vigore fino al successivo controllo. Se gli sforamenti superano i 10 giorni, scatterà il livello 2 – rosso, con misure ancora più restrittive.Per restare aggiornati: consultare il bollettino ARPAV sul PM10; utilizzare il canale Telegram “Allerta PM10 Belluno”; verificare sempre le ordinanze comunali in vigore.
https://www.comune.belluno.it/home/dettaglio/news/ordinanzeantismog2025-2026
https://www.arpa.veneto.it/dati-ambientali/bollettini/aria/bollettino-livelli-di-allerta-pm10
Come Comitato di Quartiere Baldenich24 continueremo a seguire il tema, perché la qualità dell’aria non è una questione tecnica, ma una scelta politica che incide direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini.









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